E poi, succede.

L’imprevisto bussa alla tua porta, e subito dopo ti trovi a raccogliere pezzi di te. Forse non te l’aspettavi, o forse sì, resta il fatto che comunque non si è mai pronti.

E così ci si trova pervasi dal dolore, ci si sente persi, come se il mondo ci fosse crollato addosso.

Può succedere per la fine di una relazione sentimentale, per la perdita di una persona cara, per un problema personale, per un errore commesso.

Quando soffriamo e ci sentiamo male, l’unica cosa che si desidera è allontanare quel dolore per star meglio.

Ma spesso lasciare andare il passato è difficile, perchè implica accettare il cambiamento e adattarsi alla nuova realtà.

Voltar pagina non equivale a dimenticare, bensì ad eliminare dall’esperienza vissuta il suo impatto emotivo, per poterla accettare e così andare avanti.

Quel che succede con le esperienze emozionali molto intense è che non riusciamo ad assimilarle completamente: l’evento resta attivo in una determinata parte del nostro cervello, e si “risveglia” ad ogni minimo stimolo. Basta un odore, un luogo, un oggetto, e tutto torna a galla, emozione compresa.

Per ricominciare è necessario guarire le proprie ferite emotive.

Come fare per chiudere i cerchi del passato e guardare al futuro con più fiducia e con un bagaglio più leggero?

Innanzitutto occorre darsi del tempo. Il tempo è un elemento fondamentale per superare i traumi emotivi, così da dare un senso a ciò che è accaduto, accettarlo e voltar pagina. I traumi emotivi scatenano dei veri e propri choc psicologici, e darsi del tempo per recuperare, per guardarsi dentro e rendersi conto che non si è più gli stessi è il primo vero passo verso la “guarigione”.

E’ fisiologico dopo un evento scioccante sentirsi emotivamente bloccati: si guarda indietro con una tremenda nostalgia e si pensa che non ci sia più un futuro certo in cui tornare ad essere felici.

Prendersi del tempo permette di ritrovare noi stessi, di capire, accettare e persino imparare a convivere con questa nuova persona che siamo diventati.

Nel concreto, darsi tempo significa vivere il proprio dolore, concedergli uno spazio di espressione. Può sembrare paradossale, ma sentire il dolore, accettarlo, e lasciarlo sfogare è il miglior modo per cominciare a lasciarlo andare e voltare pagina.

Prendersi del tempo non solo serve a dar sfogo al proprio dolore per allontanarlo, permette altresì di imparare dagli errori che abbiamo fatto. Nel caso di relazioni che finiscono, per esempio, è sbagliato buttarsi immediatamente tra le braccia di un’altra persona, perchè non ci si è concessi un tempo sufficiente per capire dove abbiamo sbagliato. Di fatto, questo è uno dei motivi principali per cui le persone si trovano spesso coinvolte in relazioni che non vanno a buon fine. Non ci si concede il tempo necessario per crescere.

Il tempo offre la possibilità di prendere la giusta e necessaria distanza emotiva dal trauma, così da poter giudicare il proprio comportamento e le decisioni assumendo una prospettiva più obiettiva e distaccata. Così facendo, si può assumere la nostra parte di responsabilità e maturare.

Al contrario, se non ci concediamo il giusto tempo, si rischia di commettere gli stessi errori. Il famoso “chiodo schiaccia chiodo” non funziona. Stordisce, al contrario. Ciò di cui si ha veramente bisogno è fermarsi, per raccogliere i pezzi di se stessi e ricomporsi.

Riconoscere i propri errori è un’importante occasione di crescita. Perdonarsi per gli sbagli commessi, per le nostre imperfezioni, per le nostre sbandate, equivale ad accettarsi, superando così insicurezze e paure. E ciò permette di lasciar andare il passato con più facilità.

Ovviamente il tempo di per sè non guarisce tutto, bisogna avere la volontà di andare avanti, di disinfettare le nostre ferite emotive. Il dolore ti abbandonerà quando lo abbandoni tu.

Una strategia utile ed efficace è quella di scrivere. Quando si è in uno stato di sofferenza, la nostra mente corre all’impazzata da un pensiero all’altro senza sosta. Vaga tra ricordi e supposizioni, cerca risposte, rimugina e analizza, aprendo un vero e proprio buco nero in cui si precipita a caduta libera.

Provare a mettere per iscritto questi pensieri, scrivendo tutto quello che passa per la testa, permetterà di sentire la mente più leggera e calma; rileggendo poi anche a distanza di qualche giorno, sicuramente si potranno notare nuovi punti di vista attraverso cui guardare.

Un’altra strategia efficace è quella di agire ciò che si sente. Spesso il dolore che proviamo genera stati di frustrazione che si convertono in rabbia. Il senso di impotenza che si prova quando si soffre è tale da farci sentire spesso irascibili, pieni di risentimento e rabbia da sfogare. Bene, agitela. Lo sport in questi casi è una valvola di sfogo ottimale, perchè permette di liberare tutta l’energia accumulata.

Se non è in tuo potere cambiare una situazione che ti crea dolore, potrai sempre escogitare l’atteggiamento con il quale affrontare questa sofferenza” – V. Frankl –

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